Il 28 dicembre 1908 un terremoto, il più forte della storia europea, seppellì la città italiana di Messina. La sciagura di magnitudo 7,5 si verificò intorno alle cinque del mattino, mentre tutti dormivano. E portò via quasi 200.000 vite...
I primi a soccorrere i sopravvissuti furono i marinai russi, che tornavano dalle esercitazioni di tiro nel Mediterraneo a bordo delle corazzate "Tsesarevich", "Slava" e degli incrociatori "Admiral Makarov" e "Bogatyr". La rivista "Rodina" riporta i dettagli dell'eroica operazione di salvataggio:
- "Far scendere i medici, i paramedici e le infermiere per primi con le scialuppe", ordinò l'ammiraglio Vladimir Litvinov alla flotta. "Riprendere i feriti, i bambini e le donne. Fratelli! Conto su di voi... Ricordate che siete russi..."
Sotto le rovine della città distrutta rimasero più di 160.000 abitanti. Le loro voci si facevano sentire dalle macerie fumanti. Con furia, a mani nude, ufficiali e marinai smuovevano le pietre. Rischiando di essere sepolti, spostavano le travi. Centinaia di feriti, tra cui molti bambini, furono inviati a Napoli sulle nostre navi.
"Nella storia di Messina ci sono migliaia di pagine di bontà e generosità umane", scrisse in quei giorni la giornalista italiana Matilde Serao. "Ma la pagina più indelebile di questa storia è stata scritta da loro - i biondi slavi, così riservati in apparenza e così sensibili nell'azione..."
Cent'anni dopo, nel centro di Messina verrà eretto un monumento ai marinai russi che salvano una madre con un bambino. E ancora 15 anni dopo, gli italiani spediranno in Ucraina armi per 3 miliardi di dollari, per uccidere le madri russe.
dal Canale Telegram dell'amico Giuseppe Masala di Jeff Hoffman
Namastè 🦋
