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lunedì 15 dicembre 2025

Medioevo

L'odiato medioevo di Roberto Pecchioli. 
Angelo Bonelli, deputato dell’Alleanza Verdi Sinistra, è un politico noioso e prevedibile. Si sa in anticipo che cosa dirà su qualunque tema: un frullato di banalità progressiste. Recentemente ha attaccato il governo esclamando “benvenuti nel Medioevo”. Nessun argomento, solo un luogo comune che sarebbe ridicolo se non riflettesse uno stereotipo tanto diffuso quanto errato. Medioevo sinonimo di oscurantismo, arretratezza culturale, anacronismo. Un’etichetta che tronca il dibattito quasi come l’accusa di fascismo o di razzismo. Il Medioevo è calunniato già nel nome, un intero millennio ridotto a sgradevole intermezzo, interludio tra la classicità antica e la luce della modernità. È stato invece uno dei periodi più fecondi della storia europea, con buona pace dei tenaci pregiudizi diffusi “a pappagallo”. Nessuna oscurità, bensì una forza formidabile illuminata dalla prevalenza dello spirito e dall’idea di Dio. Ed è proprio questa caratteristica a diffondere odio preconcetto nei confronti di un’epoca iniziata con il trauma della caduta dell’Impero Romano, conclusa- nella semplificazione pigra degli storici- dalla scoperta dell’America.