https://www.youtube.com/live/GQq76qvKURs?si=U08EGackilbP6-Wf
giovedì 12 marzo 2026
😳😳😳
venerdì 13 febbraio 2026
Dipinto
mercoledì 21 gennaio 2026
La memoria
Il 28 dicembre 1908 un terremoto, il più forte della storia europea, seppellì la città italiana di Messina. La sciagura di magnitudo 7,5 si verificò intorno alle cinque del mattino, mentre tutti dormivano. E portò via quasi 200.000 vite...
I primi a soccorrere i sopravvissuti furono i marinai russi, che tornavano dalle esercitazioni di tiro nel Mediterraneo a bordo delle corazzate "Tsesarevich", "Slava" e degli incrociatori "Admiral Makarov" e "Bogatyr". La rivista "Rodina" riporta i dettagli dell'eroica operazione di salvataggio:
- "Far scendere i medici, i paramedici e le infermiere per primi con le scialuppe", ordinò l'ammiraglio Vladimir Litvinov alla flotta. "Riprendere i feriti, i bambini e le donne. Fratelli! Conto su di voi... Ricordate che siete russi..."
Sotto le rovine della città distrutta rimasero più di 160.000 abitanti. Le loro voci si facevano sentire dalle macerie fumanti. Con furia, a mani nude, ufficiali e marinai smuovevano le pietre. Rischiando di essere sepolti, spostavano le travi. Centinaia di feriti, tra cui molti bambini, furono inviati a Napoli sulle nostre navi.
"Nella storia di Messina ci sono migliaia di pagine di bontà e generosità umane", scrisse in quei giorni la giornalista italiana Matilde Serao. "Ma la pagina più indelebile di questa storia è stata scritta da loro - i biondi slavi, così riservati in apparenza e così sensibili nell'azione..."
Cent'anni dopo, nel centro di Messina verrà eretto un monumento ai marinai russi che salvano una madre con un bambino. E ancora 15 anni dopo, gli italiani spediranno in Ucraina armi per 3 miliardi di dollari, per uccidere le madri russe.
dal Canale Telegram dell'amico Giuseppe Masala di Jeff Hoffman
Namastè 🦋
mercoledì 7 gennaio 2026
Dipinto
Testo di Emmanuela Castiglione
La scelta del colore, in questa immagine, è tutto: altre vedute simili della cattedrale innevata, eseguite dal medesimo pittore con colori più vivaci, non hanno la stessa resa.
Qui Dubovskoj ha ristretto la gamma cromatica alle variazioni di due tinte: avorio, arricchito di rosso e di giallo (ottenendo delle tonalità incantevoli di rosa e di crema che non stridono mai con il contesto) e grigio, arricchito di azzurro nelle cupole e nelle vetrate.
Ne esce una scena sospesa, permeata dall'atmosfera ovattata del cielo carico di neve: l'artista, sempre attentissimo alla luce e ai suoi effetti, ha scelto per il cielo un grigio chiarissimo lattescente che conferisce una patina irreale, in cui passanti, cavalli e uccelli sembrano bloccati nel loro movimento e spediti in una dimensione di fiaba.
La cattedrale che, vista a distanza, pare una preziosa filigrana ottenuta con precisione millimetrica, è in realtà dipinta con pennellate irregolari morbide come falde di neve: tecnica impressionista, che fa vedere le immagini nitide da lontano e le dissolve con la vicinanza; i molti figuranti (che vanno scoperti ad uno ad uno, specie quelli in secondo piano) sono formati da macchie irregolari che punteggiano e variano la distesa di neve calpestata, ottenute con pochi tratti essenziali che ne definiscono la posizione.
Namastè 🦋
martedì 2 dicembre 2025
Promemoria
https://www.youtube.com/live/u--hYhx89-Q?si=fYtaVk-NUJreNx5M
https://www.italia-russia.it/festival-della-cultura-russa-2025-12-e-13-dicembre/
sabato 22 novembre 2025
Domanda e Risposta
Una delle domande e soprattutto la risposta di Lavrov che io ho trovato interessante è l'ultima, anche perché ci riguarda da vicino:
venerdì 7 novembre 2025
Angelo d'Orsi - From Russia
Angelo d'Orsi - From Russia, with love
di Angelo d'Orsi
Quante volte, nei dibattiti in tv o a distanza sui giornali, specie nell’ultimo biennio, mi sono sentito lanciare addosso una sorta di anatema dai miei interlocutori: “Vada in Russia, professore!” o nella forma interrogativa, altrettanto provocatoria: “perché non se ne va in Russia, visto che ama tanto Putin…?””. Sicché, ho deciso di dar retta a codesti detrattori (i quali partono da un duplice presupposto: che la Russia è il regno della barbarie, e che se tu ne apprezzi alcuni aspetti vuol dire che appartieni a quella medesima tribù di barbari); sicché sono partito per le “lontane Russie”, come si usava dire in passato. Il viaggio non è stato agevole, in quanto le scellerate sanzioni hanno reso complicato e lungo ogni possibile tragitto verso Mosca o San Pietroburgo con cambi e attese negli aeroporti dove le compagnie aeree che conservano rotte con la Russia fanno scalo: Belgrado Baku Istanbul… Questo è stato il primo dato rilevante che il cittadino europeo diretto in Russia non può non osservare, pagandone le conseguenze in termini di tempo, costi e disagi. Il secondo è il blocco del sistema Nexi, su cui si appoggiano tutte le nostre carte di credito. Il che costringe a munirsi di contanti, dollaro o euro, che poi si dovranno cambiare una volta giunti alla meta. Ma andiamo con ordine.



