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martedì 27 gennaio 2026

27 gennaio

mancano altri luoghi, tipo teatro, ristorante... Per non dimenticare... 

Visto che siamo in argomento di memoria, mi permetto di citare il libro di Carlo Greppi Un uomo di poche parole : storia di Lorenzo, che salvò Primo (Levi)

E fare un piccolo appunto su Alessandro Barbero, visto che ultimamente molti lo seguono con grande fervore da quel che leggo su un blog con relativi commenti.
Ora sulla sua preparazione storica nulla da eccepire, anzi..., se non che si è dimenticato della storia recente. La sua. Quando era a favore dell'obbligatorietà del vaccino, forse influenzato da Landini. Entrambi poi hanno cercato di ricuperare con il Green Pass, cambiando opinione ma ormai, come tutti sappiamo, era troppo tardi. 
Della serie "per non dimenticare" 
Per correttezza, ci vuole sempre, ultimamente vedo che sta riprendendo credibilità e di questo provo enorme piacere. Buttare via la propria professionalità non è positivo. Forse la vicinanza ad un professore di alto livello come Angelo D'Orsi sta dando i suoi frutti. Frutti maturi. 
Quindi avanti così prof. Barbero. 

Lo dico sempre che è necessario accompagnarsi a persone valide ma pochi mi credono

§§§

E c’è un’altra vergogna più vasta, la vergogna del mondo. E’ stato detto memorabilmente da John Donne, e citato innumerevoli volte, a proposito e non, che nessun uomo è un’isola, e che ogni campana di morte suona per ognuno.

venerdì 16 gennaio 2026

Borgognone

Tempo fa lessi dei libri di Paolo Borgognone, uno storico che ho conosciuto durante la pandemia. Il lato positivo di quello sfacelo. 
Il titolo preciso non lo ricordo, trattava della disinformazione ed era un'opera complessiva in tre volumi.
Ricordo che in uno di questi, nell'introduzione descrisse "Le 10 regole del controllo sociale di Noam Chomsky"
Fotografai le pagine ma, con lo smartphone, vennero fuori degli obbrobri.
Ora le ho trovate chiaramente sul web. 'Na fortuna!

Il grande intellettuale statunitense ha elaborato una lista delle 10 regole del controllo sociale, ovvero, strategie utilizzate per la manipolazione del pubblico attraverso i mass media.

1) La strategia della distrazione.
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione, che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico da problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazione di continue distrazioni e informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico di interessarsi alle conoscenze essenziali nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica.
Mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali imprigionata da temi senza vera importanza.
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare di ritorno alla fattoria come gli altri animali.

2) Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
Questo metodo è anche chiamato: Problema > Reazione > Soluzione.
Si crea un problema, una situazione prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare.
Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi una violenza urbana, organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia che richieda le leggi di sicurezza e le politiche a discapito della libertà.

3) La strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile basta applicarla gradualmente, al contagocce, per anni consecutivi.
E’ in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove, neo-liberalismo, furono imposte durante il decennio degli anni ’80 e ’90.

4) La strategia del differire.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come dolorosa e necessaria, ottenendo l’applicazione pubblica nel momento, per un’applicazione futura.
E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato: primo, perchè lo sforzo non è quello impiegato immediatamente, secondo, perchè il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza di sperare ingenuamente che tutto domani andrà meglio e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato.
Questo da più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5) Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e un’intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale.
Quando più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tenta ad usare un tono infantile.
Perchè?
Se qualcuno si rivolge a una persona come se avesse dodici anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà con una certa probabilità ad una risposta o reazione come quella di una persona di dodici anni o meno.

6) Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
Sfruttare l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale.
Inoltre, l’uso del registro emotivo, permette di aprire la porta di accesso all’inconscio, per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori.

7) Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.
La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile.

8) Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti.

9) Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia.
Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto-svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione.
E senza azione non c’è rivoluzione.

10) Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano.
Negli anni ’50 i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti.
Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il sistema ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia della sua forma fisica che psichica.
Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.


Inutile scrivere che Noam Chomsky ci ha azzeccato in pieno e i fatti reali lo dimostrano. 

Namastè 🦋

martedì 2 dicembre 2025

Libro - seconda parte

3



1

giovedì 27 novembre 2025

Libro - Prima parte

Finito di leggere con fatica lo ammetto. I racconti di guerra con sono molto distesivi a livello di lettura. 
Pubblico le prime 3 pagine della premessa, in cui praticamente Terzani racconta la storia. 

3

2

1

sabato 22 novembre 2025

Dopo aver letto

il primo libro di questo post, attacco con il secondo di Tiziano Terzani. 


Soprattutto il secondo libro (sono due in uno) Giai Phong! La Liberazione di Saigon.
Inizio da stasera...




domenica 9 novembre 2025

Filo conduttore



Trovati in biblioteca questi due libri, che mi hanno stuzzicata perché sapevo già che hanno entrambi un filo conduttore, e volevo approfondire...
Chi indovina quale?
Risposta alla prossima domenica... 🕉️