🔘 Scalfari

la pensava come me. Bei tempi quando la Repubblica e l'Espresso li dirigeva lui. Li comperavo pure io. Passato remoto...


Leggevo che:
il 16 settembre 2018, a Rometta, in Sicilia, Via Nino Bixio è stata cancellata per sempre.
Al suo posto è sorta via “Vittime dell’eccidio di Bronte”, in memoria di quei siciliani massacrati nell’agosto del 1860 durante una delle pagine più oscure e volutamente censurate del cosiddetto “Risorgimento italiano”.
Perché la storia reale — quella che non si studia nei manuali costruiti dai vincitori — racconta che dal 6 al 10 agosto 1860, a Bronte, si consumò una repressione feroce.
Nino Bixio, celebrato per decenni come “eroe dei Mille”, agì da autentico luogotenente della violenza coloniale garibaldina. Non portò libertà. Portò fucilazioni, tribunali sommari e sangue.
Il popolo di Bronte chiedeva terra, giustizia sociale, fine dei privilegi feudali.
La risposta dello Stato nascente fu il piombo.

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A Castrovillari, in Calabria, Largo Cavour è diventato Largo Caduti sul lavoro. 

Che dire? Io non dico: applaudo! Forse il meridione, tanto da me amato, ha iniziato a comprendere le sue potenzialità. Spero che questa pulizia prosegua e che sia la sua rinascita. Se la merita. 

Consiglio di lettura per chi vuole aprire il cervello su certe questioni storiche del tanto acclamato risorgimento italiano: 
Pino Aprile - Terroni 


Una delle tante frasi dette da questo simpaticone